Il negozio di ottica

Recentemente mi sono fatto fare un’operazione agli occhi dovuta al fatto che, con l’età, sto salendo di livello.

Mi sono rivolto ad un cerusico belga molto competente ma anche simpaticone, il quale il giorno dell’operazione mi ha presentato all’equipe, ed in particolare all’anestesista – alla quale raccomandava di appiopparmi una doppia razione – come un “un gran combattente”. Si riferiva al fatto che mi fa orrore tutto ciò che mi si possa avvicinare alla pupilla, per cui quando ho fatto gli esami preliminari in ambulatorio ho provato a difendermi, così che lui ha dovuto chiamare le sue assistenti per tenermi fermo: una mi ha abbrancava da dietro la schiena, l’altra mi bloccava la testa con entrambe le braccia, come in certe scene cruente di Narcos, il tutto in un florilegio di irripetibili esclamazioni gutturali e fiamminghe. Alla fine ho dovuto cedere, ma con onore, perché posso dire di aver tenuto testa a due poderose dottorande belghe nel primo ed unico incontro di wrestling della mia vita.

Dopodiché, con l’operazione andata a buon fine, mi trovo ora in questa nuova situazione: ho recuperato la vista da lontano, ma ne ho persa un po’ da vicino (il cerusico belga dà, il cerusico belga toglie), quindi mi si è posto il tema di procurarmi degli occhiali da presbite. Visto che sono marchigiano e che dispongo di un notevole armamentario di montature, dovuto ad un passato da miope vissuto intensamente, ho pensato di procurami semplicemente delle lenti da applicare alle vecchie montature.

Per prima cosa mi sono informato sulle lenti a raggi-X reclamizzate dall’Intrepido e dal Monello di cui si leggeva una volta nella sala d’attesa del barbiere italiano, ma pare non siano più in commercio per colpa delle albioniche leggi sulla privacy (l’ennesima prepotenza della NATO perpetrata contro la nostra sovranità come, d’altra parte, l’imposizione di Halloween e Pizza Hut).

Quindi, dopo un breve sondaggio su Facebook mi sono diretto verso un negozio di ottica, situato presso la Granplass, che mi è stato segnalato come un mirabile esempio di sostenibilità e prezzi modici. Il luogo si presenta come una specie di atelier minimalista popolato da commessi tristi scartati da Maria de Filippi. Mi sono avvicinato ad uno di loro particolarmente dimesso e pensieroso e gli ho spiegato il mio caso, e cioè di volere delle lenti senza dover buttare via le montature che già posseggo.

Il commesso, dalla cui magrezza e torpore ho desunto l’appartenenza alla sponda vegetariana, ha fatto un gesto di orrore come se gli avessi proposto di pasteggiare a salsicce, ed ha escluso il riuso delle montature esistenti. Ho protestato facendo notare lo spreco, ma non vi è stato verso: vendono solo il pacchetto lenti + montature prodotte da loro. Mi sono rassegnato e mentre sceglievo qualche modello, è arrivata la seconda salva: una volta effettuato l’ordine, bisogna attendere dalle 3 alle 4 settimane, o anche di più, ha aggiunto il commesso beffardo. E, per infierire, il tristo ha avuto il coraggio di dirmi che l’acquisto non si fa con lui in negozio, ma scaricando una app. Non ci ho visto più e me sono andato via.

Il giorno dopo sono partito per Madrid per pochi giorni ed ho voluto fare una prova: sono andato al negozio di ottica del Cortes Inglès con una mia montatura ed ho chiesto quanto tempo avrei dovuto attendere per far montare le lenti da presbite. Risposta: “una hora, caballero”. E senza app. Olé!

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